Sommario
- Solone prima della riforma
- Provvedimenti sociali di Solone
- Suddivisione della popolazione per classi, in base al censo (Timocrazia)
- Ordinamento politico secondo Solone
- Viaggi di Solone e sua opposizione alla tirannia
Solone prima della riforma
I Greci raccontavano che Solone discendeva da una stirpe reale, quella di Codro (o Kodro), ultimo re di Atene. Da giovane diede prova di raro talento poetico e, viaggiando per la Grecia, l'Egitto e l'Asia, acquisì una grande esperienza, imparando molto.
Venne acclamato dal popolo quando, per la gloria della patria, esortò i cittadini a riprendere la battaglia contro Megara (Attica) per il possesso dell'isola di Salamina, situata proprio di fronte ad Atene, nonostante fosse stata istituita la pena di morte per coloro che avessero proposto l'impresa.
Lui stesso condusse la guerra, conquistando l'isola (era il 600 a.C.).
La sua reputazione crebbe ancora in occasione della guerra tra gli Anfizioni di Delfi (una lega religiosa) e la città di Cirra, poiché gli abitanti di quest'ultima molestavano i pellegrini. Solone spinse gli ateniesi ad aiutare l'Anfizionia e Cirra venne distrutta, trasformandosi in luogo sacro delfico. Fu la prima guerra sacra.
Solone, per i suoi meriti, venne così eletto arconte ("magistrato supremo") nel 594 a.C. .
Provvedimenti sociali di Solone
La legislazione di Solone può essere vista sotto due aspetti: sociale e politico. Partiamo dal primo.
Per migliorare le condizioni del popolo e liberarlo dallo sfruttamento dell'aristocrazia, ordinò, tramite un decreto, che fossero eliminati tutti i contratti garantiti sulla terra e sulla persona del debitore, liberando così il suolo dai vincoli ipotecari e ponendo in libertà coloro che, per debiti, fossero ridotti in schiavitù. Il creditore non poteva più rendere schiavo il debitore.
Solone modificò anche il sistema dei pagamenti sostituendo le monete con altre più leggere ma di pari valore, per agevolare il commercio.
Per incrementare il numero di abitanti dell'Attica cercò di attirare stranieri, convincendoli a stabilirsi nel territorio in cambio di protezione e privilegi. Aumentò anche i premi previsti per i vincitori dei giochi olimpici e istmici (quelli organizzati in onore di Poseidone).
A differenza di Licurgo a Sparta, favorì il progresso della cultura.
Suddivisione della popolazione per classi, in base al censo (Timocrazia)
La riforma politica nacque dalla volontà di limitare il privilegio degli Eupatridi, gli aristocratici, nella gestione della cosa pubblica. Dalla repubblica aristocratica si passò a quella timocratica, cioè in base alla ricchezza e ai beni.
Quindi suddivise i cittadini in quattro classi:
- Pentacosiomedimni
coloro che possedevano una rendita annuale di almeno 500 medimni di grano (cereali) - Hippeis (Cavalieri)
con un entrata tra 300 e 500 medimni, in grado di mantenere un cavallo a proprie spese - Zeugiti
rendita da 200 a 300 medimni, dovevano possedere almeno un paio di buoi - Teti
rendita sotto i 200 medimni.
Ordinamento politico secondo Solone
I poteri dello Stato erano quattro:
- ecclesia (assemblea popolare)
- arcontado (nove arconti con ruolo annuale)
- senato (Consiglio)
- areopago
L'arcontado si occupava del potere esecutivo della repubblica; dovevano rendere conto all'assemblea circa il modo in cui esercitavano l'autorità.
Il senato era costituito da 400 cittadini eletti dall'ecclesia (dal popolo), 100 per ogni tribù antica; preparavano le leggi e i provvedimenti da sottoporre alla deliberazione popolare; venivano eletti per un anno, come gli arconti, dovevano anche loro rendere conto al popolo.
L'areopago era formato dagli arconti usciti dalla propria carica, senza censura; conservava il vecchio potere giudiziario ed ottenne da Solone anche il diritto di sorveglianza sulle istituzioni e sulle leggi.

In foto: monete greche auree del VI e V secolo a.C. (ritrovamento: Peloponneso e Attica).
Viaggi di Solone e sua opposizione alla tirannia
La tradizione greca narra che Solone, dopo aver introdotto la sua riforma, fece giurare al popolo ateniese di mantenere invariate le leggi, almeno per dieci anni; dopodiché se andò via.
I suoi viaggi lo portarono in Egitto, a Cipro e nell'Asia Minore. Si narra che si fermò anche nella capitale della Lidia, Sardi, in Turchia, dove regnava Creso.
Durante la sua assenza, ad Atene si riaccesero le vecchie dispute tra Parali, Pediei e Diacrii (leggi capitolo precedente, vedi collegamento in basso), guidati rispettivamente da Licurgo, Megacle e Pisistrato, cugino di Solone.
Quest'ultimo tornò ad Atene (nel 562 a.C. circa) quando i capi delle varie fazioni cercarono di aggiudicarsi il supremo potere.
Cercò, con molto coraggio, di fermare queste ambizioni tiranniche, segnalando pure al popolo il perfido comportamento di suo cugino.
Solone non riuscì a mantenere in vita la repubblica. Morì nel 558 a.C., quando ormai la tirannia ebbe il sopravvento.
- Capitolo precedente: Nascita dello Stato di Atene. Prima delle riforme di Solone.
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