Origini e storia di Sparta. Formazione dello Stato

Siamo ancora nel primo periodo (fino al 500 a.C.), dei tre individuati all'inizio di questo nostro percorso. Ora, dopo aver trattato i primi tre capitoli di tale fase, passiamo al quarto, il quale riguarda la famosa Sparta.

SVILUPPO POLITICO DELLO STATO SPARTANO

Consolidamento politico e civile degli Stati ellenici
In seguito alle migrazioni dei popoli greci iniziò un periodo di "assestamento", nel quale gli Elleni iniziarono ad organizzarsi nei nuovi territori conquistati. Da varie fonti si scopre che in tutte le parti della Grecia vi fu un forte sviluppo, anche se non si riesce a ricostruire le vicende di tutte le città.

Maggiori informazioni si hanno per quanto riguarda il periodo dopo l'era delle Olimpiadi (dopo il 776 a.C.). In particolare, su Sparta ed Atene, che per vastità, importanza e stirpe, possono comunque essere prese come esempio per capire l'evoluzione delle altre città dell'Ellade e del Peloponneso.

Stiamo parlando di quel periodo che va dal 776 a.C. al 500 a.C. .


Situazione di Sparta prima di Licurgo
Sparta, denominata Lacedemone prima dell'invasione dei Dori, era una città formata dall'unione di più borgate sparse sulla riva destra del fiume Eurota. I Dori, che invasero la Laconia, ne fecero il centro del loro dominio.
Inizialmente Sparta era capitale di un piccolo territorio limitato, e lo Stato Spartano era composto da una federazione di città e villaggi. Al governo vi erano, curiosamente, due re (diarchia), che pretendevano di discendere dai due figli di Aristodemo, Euristene e Procle, anche se le due dinastie si chiamavano Agiadi (da Agide, figlio di Euristene) e Euripontidi (da Euriponte).
Il potere dei due re era però limitato da un consiglio di anziani, eletti tra i capi delle famiglie doriesi.

Vita di Licurgo secondo la tradizione greca
La svolta, dalle parti di Sparta, avviene con l'apparizione di Licurgo in Laconia. Anche se non si hanno prove che sia esistito veramente. Non si conosce la sua data di nascita, che varia tra il nono e l'ottavo secolo a.C. .

Secondo la tradizione era figlio cadetto del re Eunomo, che fu ucciso nelle discordie civili. Essendo morto poco dopo il fratello maggiore Polidetto, egli difese i diritti del nipote Carilao, respingendo l'amore e la corona offerta dalla cognata. Costretto dall'odio di questa e dall'opposizione dei nobili all'esilio, viaggiò per molti anni studiando i costumi e le leggi degli altri popoli.
A creta imparò le leggi di Minosse, nell'Asia Minore i poemi omerici, in Egitto i dogmi e i riti religiosi.

Tornato in patria, dopo tanti anni, la trovò sommersa da gravi problemi. Invitato a trovare soluzioni, volle prima consultare l'oracolo di Delfo, dal quale ebbe rassicurazioni su un aiuto degli dei.
La buona notizia lo spinse a dare a Sparta una nuova legislazione. Non tutti accettarono il suo intervento, gli oppositori provocarono tumulti e, in uno di questi, fu inseguito e ferito ad un occhio.

Alla fine ebbe comunque la meglio e, prima di lasciare Sparta, face promettere agli Spartani che non avrebbero modificato le leggi da lui introdotte. Non tornò più a Sparta e nessuno sa quando e dove sia morto. A Sparta venne costruito un tempio in suo onore.

La legislazione di Licurgo a Sparta, suddivisione della popolazione nella Laconia
Licurgo doveva risolvere diverse difficoltà:
  • consolidare la presenza dei Dori nella Laconia, subentrando alle più antiche popolazioni; 
  • mettere fine alle sanguinose guerre che devastavano la patria;
  • dare un ordinamento stabile alla comunità dorica.
Per risolvere l'ultimo punto organizzò meglio la divisione delle classi sociali della Laconia, istituì una costituzione politica e scrisse un codice di pubblica educazione.

La popolazione della Laconia era suddivisa in tre classi:
  • Spartani
  • Perieci
  • Iloti
Spartani. Discendenti dei conquistatori dorici, vivevano nella città di Sparta e il loro sostentamento era dato dalle terre coltivate per loro dagli schiavi. Erano eleggibili alle cariche pubbliche e possedevano pieni diritti di cittadinanza.

Perieci. Discendenti degli Achei nativi del paese. Liberi, erano però soggetti alla politica dei conquistatori dorici. Possedevano molte terre e lavoravano nel commercio e nell'industria, ma non potevano entrare nel governo e dipendevano dalla giustizia spartana.

Iloti. Discendenti dagli antichi abitanti, il loro nome deriva forse dalla città di Ilo. Per avere resistito con forza alla conquista dei Dori, vennero da questi resi schiavi. In schiavitù, vennero inizialmente trattati abbastanza bene, poi, in seguito, con crudeltà, facendo crescere in loro l'odio verso i conquistatori.

Lo storico Plutarco ci racconta che Licurgo, per riordinare la proprietà, divise il territorio in trentanovemila parti, assegnandone novemila (le più grandi e fertili) agli Spartani e le altre trentamila ai Perieci.

Sparta, organizzazione politica
L'organizzazione politica era rappresentata dalla
  • diarchia (cioè due re),
  • dal senato, 
  • dall'assemblea popolare, 
  • e dagli ispettori (eforato)
La diarchia era formata da due re venerati dal popolo come discendenti dal grande eroe Ercole e trattati con massimo onore e rispetto, supremi comandanti delle milizie fuori del territorio nazionale, pontefici massimi, capi dello Stato, sebbene con autorità politica limitata.

Il senato era composto di trenta membri, compresi i due re, eletti a vita dall'assemblea popolare tra i vecchi, che avessero compiuto i 60 anni. Il suo compito principale era la redazione dei provvedimenti di Stato da sottoporsi all'approvazione del popolo. Decideva nelle cause criminali più importanti e regolava i rapporti con gli altri Stati.

L'assemblea popolare era formata dai cittadini che avessero compiuto i trent'anni. Si radunavano nel plenilunio (Luna piena) per eleggere i magistrati e per deliberare sulle proposte del senato senza discussione.

L'eforato era composto da cinque membri, eletti ogni anno dall'assemblea popolare. Pare che ai tempi di Licurgo non avessero altro incarico se non la difesa degli interessi del popolo contro le decisioni dei re e del senato; più tardi venne loro assegnato anche il potere inquisitorio e censorio, per cui potevano sospendere, congedare ed arrestare i magistrati, perfino i re, citandoli in giudizio davanti al senato.

Aspetto generale della società spartana
Più che l'organizzazione politica è caratteristico il codice di educazione nazionale dato da Licurgo.
Mentre noi consideriamo lo Stato come strumento di educazione e protezione dei cittadini e riteniamo che l'individuo debba mirare al suo sviluppo fisico, intellettivo e morale, a Sparta diverso: l'individuo era un mezzo, uno strumento per la potenza dello Stato, doveva crescere robusto e capace di sopportare qualsiasi torto, privazione e sofferenza, con grande animo.

Questo modo di interpretare il rapporto tra Stato e cittadino era dovuto alla situazione  geopolitica del tempo e del territorio. Bisognava essere sempre pronti alla difesa in caso di nuovi conquistatori.
Se a quei tempi avessimo osservato la pianura di Sparta dai monti Taigeto avremmo visto un enorme campo di esercitazione militare, con la popolazione all'erta, pronta alla battaglia.

Sparta, tipo di società stabilito da Licurgo
Lo spartano, appena nato, se presentava malformazione o era debole di costituzione fisica, veniva abbandonato nei monti Taigeto, destinato a morte sicura (maltempo, freddo, animali selvatici...).

A sette anni i bambini, sottratti alle cure dei genitori, venivano affidati all'educatore pubblico. L'obiettivo era quello di formare fisicamente i giovani con esercizi di ginnastica, abituando i ragazzi alla fatica, al dolore e alle strategie della guerra. A livello scolastico non c'erano lezioni di lettere: gli unici insegnamenti riguardavano i canti di battaglia e gli inni agli dei. Non era visto bene chi parlava tanto, mentre era apprezzato chi era breve nelle conversazioni (proprio da questo deriva il termine utilizzato per chi parla poco: Laconico, etimologia legata alla Laconia, il territorio di Sparta).

L'arte era considerata una fonte di corruzione. Per non adagiarsi troppo gli spartani mangiavano presso mense comuni e dormivano in veri e propri dormitori pubblici. Il lusso era vietato, sia nell'abbigliamento che nella dimora. 

All'età di diciassette anni gli spartani entravano nell'esercito e non ne uscivano fino all'età di sessant'anni. Nessuno poteva occuparsi, durante la propria vita, di agricoltura, industria o commercio. Solo servizio militare e faccende di governo. Anche le donne dovevano dedicare la propria vita al bene della patria. Quando un figlio moriva in battaglia, la madre ringraziava gli dei; mentre quando questo tornava da una sconfitta veniva preso a male parole.

Solo una cosa dovevano fare gli spartani: saper combattere e morire per la patria.

Capitolo precedente: Antica Grecia, storia: prime colonie, emigrazione di massa e istituzioni.


Nessun commento :

Posta un commento